La massa e il senso civile

Assuefarsi alla soffereanza provoca una dolce malinconia.

Triste, che uccide, ma dolce.

Non si può tramutare l’acqua in vino.

Solo una persona lo ha fatto ed è morta di freddo lungo l’autostrada del rinfaccio etico e morale.

Il sorriso, la solarità, tutto incide, ma spesso si dimostra inutile, infondo la gente è una “massa”; la “massa” è incontrollabile, non la si può gestire. Quindi da questa possono emergere le invidie, le cattiverie, i torti, le ingiuirie, le provocazioni. Come placare tutto ciò?

Forse non si può, ma una cosa la so, è difficile, forse impossibile, ma non bisogna far parte della “massa”!

Bisogna essere se stessi, ma la costruzione del sé, della propria personalità, nasce anche con la conoscenza dell’altro, quindi come fare ad appartenere, senza fare parte della “massa”?

La risposta potrebbe essere di prendere solo il meglio dalle persone, ma se pensiamo che comunque nasciamo dalla massa, quindi i nostri comportamenti sono sempre condizionati, e se se se seguiamo il proverbio mangia per non essere mangiato… allora come fare?

Bisognerebbe imporre come legge morale, a previo di sanzione, il senso civile. Ma facendo così, la gentilezza e la civiltà verrebbero imposte, come faceva “il grande fratello” che dettata i “giusti”comportamenti  a Londra.

Nulla si sa, non esiste risposta.

Però… forse…. c’è una salvezza. Ci sono persone che per indole naturale sono fuori dalla “massa”, forse se queste persone si uniscono, formando per conto loro altrè unità,amicali e familiari, e crescendo i loro figli in un ambiente sereno(le nuove generazioni), i germi della serenità, della bontà, del senso civile, verrebbero instillate nella società… forse allora una speranza ci sarebbe!

Dico forse però!

La massa e il senso civileultima modifica: 2010-04-24T12:09:00+00:00da epifasi
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4 pensieri su “La massa e il senso civile

  1. le tue riflessioni sono un dato di fatto dei nostri tempi, troppi cadono in questa trappola fino a compiere il gesto estremo, si sottovaluta il dolore dovuto alla fatica del vivere e all’indifferenza sociale. un saluto e buona domenica, dolce

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